Il titolo freddo riassume tutta la mia vicenda iniziata a novembre del 2009 quando decisi di fare domanda per l’aeronautica.
Vincere un concorso pubblico, soprattutto al giorno d’oggi, non è semplice ed è ancora meno semplice se i candidati sono 2000 e i posti a concorso solamente 15.
Ma l’ambizione di diventare un UFFICIALE dell’aeronautica militare mi fece mettere in gioco e dopo oltre 6 mesi di prove scritte, fisiche, colloqui con psicologi, ecc… ero riuscito a coronare il mio sogno.
Avevo vinto il concorso, sarei diventato un ufficiale dell’Aeronautica Militare.
Fin qui potrebbe sembrare una storia a lieto fine, ma non è così.
Il 12 Aprile entrai nell’accademia aeronautica di Pozzuoli e dopo soli 3 giorni fui costretto ad abbandonare … perchè?
Vi invito però a leggere quello che mi è accaduto…
Per me l’Aeronautica Militare è sempre stata un prestigioso corpo militare come la vediamo nelle parate dove ci mostra aerei che si incrociano e bandiere tricolori nel cielo … e anche dopo tutto quello che è successo continuo a rispettarla, anche se mi ha lasciato una “cicatrice”…
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ti invito inoltre a leggere l’art. 290 codice penale
Dove sarebbe il vilipendio?
Quando dico che l’aeronautica ha tradito le mi aspettative o quando dico che nonostante tutto continuo a rispettarla?
Dai cerchiamo di essere seri…
ammazza oh che frasi……….
ma sei siurooooooooo
spero di poter provare io stesso e valutare anch io la mia esperienza
Ciao! Io sono appena tornata dallo stesso tirocinio…solo chi ci crede veramente ce la fa..le parole non bastano a descrivere ciò che si fa e si vive là dentro, ma nella vita c’è di peggio, quindi sono fiera e onorata di aver indossato quella divisa se pur per pochi giorni..
30 fa ho provato ad entrare ma non sono riuscito, di seguito ho fatto la naia nei parà come soldato semplice: tutto quanto da voi descritto in accademia sono bazzeccole in confronto.
ora sono un professionista, ma quell’esperienza ha fato la differenza tra me e gli altri, ne vado fiero e si vede, beati voi che siete riusciti ad entrare e che avete fatto tutta la carriera, vi rispetto come spero tutto il popolo italiano.
la riprova? guardate come sono ora le nuove generazioni, viziate e basta…
ancor oggi alzo lo sguardo dal mio studio ogni volta che passa un aereo e sogno…mentre preparo i processi in Tribunale…
Ho fatto il concorso per il Corso Pegaso 3.° (1974). Non sono entrato in Accademia, al contrario dei miei due amici più cari, che stanno oggi per congedarsi con il grado di Colonnello.
Nel 1975 ho conseguito il Brevetto di Pilotra Civile di Primo Grado e ho volato per qualche anno.
Oggi sono un impiegato tecnico del settore elettrico… niente a che vedere (direte voi) con l’esperienza aeronautica…
Eppure nelle mie “3 vite” ho sempre considerato l’Aeronautica come l’Arma delle Armi. Ma non solo.
L’esperienza che leggo in questo blog CONTRASTA nettamente con la verità e OFFENDE l’Arma Azzurra, TRASCURANDO che un Ufficiale è prima di tutto una persona con un senso del dovere illimitato.
Ecco perchè fare il cubo, la barba, la corsa sulle scale è non solo utile ma necessario.
Del resto il nostro Paese ha dimenticato le regole e il dovere…
Cose vecchie e dimenticate.
Chi non le riconosce taccia… Almeno per decenza!
La tua frase: “L’esperienza che leggo in questo blog CONTRASTA nettamente con la verità”
mi ha fatto fare delle grosse risate…
Mi spieghi come fai a dire che contrasta nettamente con la verità se non ci hai mai messo piede dentro un’accademia?
E’ bello, e troppo facile, parlare così dall’esterno.
Chi non conosce taccia… Almeno per decenza!
strunz!!!!!!!!!!!!!
Abbi almeno il coraggio di firmarti…
Che peccato che i giovani non capiscano queste cose!
L’Arma Azzurra è fatta di gente con spirito di sacrificio. Chi ha una passione smisurata e totale per il volo fa il cubo e le scale di corsa e lava anche i pavimenti se la contropartita è mettere il culo da COMANDANTE su un Eurofighter o un Tornado o un AMX.
L’INTELLIGENZA E LA DECENZA non si imparano facendo il cazzo che si vuole!
Per questo ci sono le SCUOLE MEDIE!
Capito, Franceschina Ricci?
Ah… A proposito…. Il mio cognome fa Sagasta. La provincia di residenza è Varese e i miei due amici ufficiali sono i Cl. Cantelli e Bardelli. Il mio Brevetto di Pilota di Aeromobile (civile) è il n. 22140. Basta come firma?
Scusa ma se hai la patente civile e non hai fatto neanche un giorno di accademia che ne vuoi sapere di tutto questo?
E’ bello riempirsi la bocca di belle frasi senza averlo provato sulla propria pelle.
L’intelligenza e la decenza non si impareranno facendo i comodi propri come tu affermi, ma la tua risposta mi fa capire che la BUONA EDUCAZIONE non si impara con un brevetto da pilota civile.
scusa ma in accademia si entra o nella seconda decade di agosto per i piloti, o nella prima decade di settembre per il genio e prima decade di ottobre per armigeri, corpo sanitario e commissariato… il concorso 2010 l’ho fatto anche io… e poi mi spieghi come fai a fare la domanda a fine 2009 ed entrare in accademia ad aprile? ad aprile non si fa nulla, il tema nel concorso 2010 lo si faceva il 28 febbraio, un sabato ed era riferito al discorso del presidente Napolitano sulle differenze fra nord e sud. Il 19 aprile 2010 sono usciti i risultati dei temi e quindi comunicavano le date dell’ammissione alle visite mediche che erano a maggio… poi a giugno precisamente dal 13 al 25, a luglio dal 10 al 22 ecc di sono svolti i toricini…. tu a quale di questi hai partecipato?
Ho fatto il concorso 3° AUFP
Be, io provai il concorso è andata male, mi spiace moltissimo pero, sai, penso sinceramente che ogni persona è un entità e percepisce le esperienze esterne in maniera diversa da individuo ad individuo e queste scuole come il militare tendano a fare quello che gli occorre “un gruppo di persone tutte uguali”allora cè da chiedersi… vale la pena rinunciare ai sogni e all’inventiva della propria mente?La mia esperienza mi ha dimostrato che non serve una condotta ferrea per far bene le cose e facendo parte della CRi come volontario posso dire che non cè cosa piu bella che dire grazie e consolare con una mano chi soffre (parlo sempre per gioia al cuore diversa da altri tipi di gioie) saluti e auguri a tutti voi
Ho letto la tua esperienza. Che dirti….per certi versi hai ragione. Io abolirei certe “cosettine ” che fanno li dentro. Mi sembrano assurde. Pero’, capisco anche, che forse, queste “cosettine” ti servono per formarti. Lo scopo loro, e farti diventare una macchina. farti dimenticare la tua vita da civile. Mettono alla prova il tuo grado di stress. Ti abituano allo stress. Quando dovrai ricoprire incarichi di comando, non devono esistere esitazioni. Tu sei una persona intelligente, e si vede.
Ci vuole coraggio a pubblicare esperienze del genere. Ti sei messo indiscussione. Sei pronto a ricevere ogni tipo di critica. Questo ti fa’ onore.
Saluti.
Caro Francesco,
ti giudico una persona speciale, moltro altruista, che ha fatto del bene a
chi vorra’ tentare l’impresa.
Mi sono piaciute anche alcune precisazioni dei lettori,
in particolare dove si spiega il motivo per cui non si doveva parlare con
quelli della mensa, ovvero per evitare discussioni. ma anche io non lo
avrei capito da solo e lo avrei scambiato per snobbismo.
o un’altro che ha spiegato che le regole di galateo servono perche’
gli allievi saranno un giorno i rappresentanti dell’ Italia, e bisogna
fare bella figura. Ma perche’ non le spiegano in sede di assemblea
queste cose?
Salve ragazzi, io sono tentato di fare il concorso per il 4° AUFP, ma ho dei dubbi viste e considerate le brutte esperienze di Francesco. Non che abbia paura della disciplina, nè tanto meno dello studio che è la mia passione, ma l’idea di esser trattato da straccio, di diventare un automa suggestionato dal sistema, di ripetere ogni 2 secondi “Comandi” non mi eccita per niente. Sono un ex bersagliere, so che significa far le cose di fretta, “CORRERE, OBBEDIRE E COMBATTERE” il nostro motto, ma sempre con dignità e rispetto, altro che punizioni per un 160° anziche 180°……comunque buona vita a tutti.
la mia esperienza risale esattamente a trentanni fa.
purtroppo capitai in un periodo in cui il corso piloti veniva smembrato dopo il primo anno con una messinscena di seconda selezione al volo in cui appunto si destinavano circa metà degli allievi a seguire studi e corsi non più da pilota ma da navigatore sull’allora nuovo gioiello TORNADO.
Inutile dire che io venni destinato a ciò, e che salutai la compagnia per innumerevoli motivi che se interessano proverò a rivangarli
salve a tutti sono Gaetano Prisco o prestato il servizio militare molti anni fe nel palazzo comando al centralino come militare, che nostalgia di quel lavoro, quanto mi piacerebbe lavorare come civile, saluti a tutti a presto.
Francesco, non sono un bambino, ho sostenuto gli esami di maturità scientifica nel 1973…
All’ Accademia non ho mai messo piede, e mi dispiace. Credo che il problema sia a monte: quando andavo a scuola ho vissuto tante situazioni simili a quelle che descivi, seppure con tempi di svolgimento diversi, hai mai visto il film “Ufficiale e Gentiluomo” e il sergente di colore? Il mio insegnante di educazione fisica di allora, che era stato olimpionico nel 1956 e oggi è il “numero due” del CONI, si comportava quasi nello stesso modo…Finita la scuola siamo diventati amici, prima no! Quello che, forse, succede, è che la mia generazione ha avuto una formazione scolastica diversa da quella attuale e quello che a noi avremmo accettato quasi senza problemi, molti dei ragazzi di oggi non vogliono accettare. La mia era una scuola di elite, ma ricordo ancora oggi le lezioni di nuoto alle 8,30 di mattina, acqua gelida in pieno inverno, la giusta pretesa del rispetto degli orari…purtropo, e lo ripeto, quello che ieri era normale, oggi sembra fuori dalla realtà. La mentalità è questa, nel bene e nel male…
Io sono vecchio ho fatto il classico servizio di leva, negli alpini paracadutisti sul finire degli anni 80. La vita dell’accademia non la conosco, quella da caserma si (ti garantisco che dal lato fisico era più dura, soprattutto in maniera involontaria, l’acqua calda non c’era, i vetri di alcune camerate erano rotti). Senza alcun dubbio le regole ed il rigore di queste servono solo perchè il buon soldato deve eseguire gli ordini non porsi delle domande. I nostri superiori sanno quello che è bene per noi e se non ci dicono il perchè, è solo per non farci preoccupare. Molti hanno una visione romanzata della vita militare. Francesco non hai perso niente. La vita vera è fuori.
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