Il team dell’Accademia Aeronautica alla Roma Drone Conference 2025

11ª edizione – Roma, 6 Novembre 2025

L’Italia dei Droni nel 2025: Un Settore in Evoluzione tra Innovazione e Sfide

Durante la giornata del 6 Novembre si è tenuta l’11a edizione della “Roma Drone Conference”, a cui ha partecipato un team dell’Unità Addestrativa Dart composto da sei Allievi del Corso Falco VI, due Aspiranti del Corso Eolo VI e un Aspirante del Drago VI, accompagnati da un Sottotenente del Corso Centauro VI. L’evento ha delineato un quadro completo dello stato del settore dei droni e della mobilità aerea avanzata[1] in Italia, riunendo esperti, regolatori e professionisti per discutere progressi, opportunità e criticità nella crescita del settore UAS[2] (Unmanned Aircraft Systems).

Di seguito una breve disamina relativa agli argomenti di cui i nostri frequentatori hanno potuto far tesoro:

Regolamentazione e Crescita Operativa

L’ENAC[3],attraverso l’intervento del direttore Marco Silanos, ha presentato dati incoraggianti sul primo semestre 2025. Le registrazioni su D-Flight[4] hanno raggiunto quasi 177.500 operatori, con una crescita annuale di circa 25.000. Particolarmente significativo l’aumento delle autorizzazioni operative nella categoria specific[5] negli ultimi due anni: dalle 24 del 2023 alle 48 attuali. Le dichiarazioni per scenari standard[6] sono quasi raddoppiate, passando da 270 nel 2024 a 525, evidenziando una crescente consapevolezza normativa tra gli operatori. Sul fronte regolamentare, l’Italia prosegue l’evoluzione verso una normativa più robusta. Sono stati pubblicati i Means of Compliance (MoC[7]) 6.37 e lo Specific Operations Risk Assessment (SORA[8]) 2.5, evoluzione della metodologia di valutazione dei rischi UAS. Nel 2026 arriveranno il regolamento sulle zone geografiche[9] e la seconda edizione del regolamento UAS-IT[10], mentre è in corso il regolamento su U_Space[11], destinato a superare le linee guida attuali.

Sicurezza e Criticità Riscontrate

Gli interventi del Presidente, Generale di Divisione Aerea (r) Luca Valeriani, e Generale di Brigata Aerea Antonino Faruoli, investigatore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), hanno sottolineato l’importanza della sicurezza, riportando 2 incidenti nel 2025, 6 serious incident[12] e 32 avvistamenti[13] (in calo rispetto ai 63 del 2024). Tuttavia, è emerso un problema critico: i dati registrati rappresentano solo la “punta dell’iceberg“. La maggior parte degli operatori non segnala spontaneamente incidenti minori, e circa 1.600 licenze di operatori UAS in Italia non trovano riscontro nei 30-60 avvistamenti registrati.

Particolarmente preoccupante la categoria dei droni sotto 250 grammi[14]: sebbene piccoli, possono provocare danni significativi. Le simulazioni hanno dimostrato che un drone di 905 grammi, impattando il rotore di coda di un elicottero, potrebbe spezzare una pala[15], elemento critico per il controllo.

Il Gen. Faruoli ha inoltre segnalato l’emergere di fenomeni di “dronestrike”[16], analoghi ai birdstrike[17], che potrebbero coinvolgere motori o parabrezza di aeromobili, e ha ribadito la necessità di segnalare ogni inconveniente per poter costruire statistiche affidabili e migliorare la prevenzione.

Gestione e Controllo del traffico aereo UAS in ambiente U-Space

La società D-Flight, che in Italia si occupa della gestione e controllo del traffico aereo civile e che opera come primo Common Information Service Provider (CISP)[18] europeo dal febbraio 2025 è principalmente responsabile della gestione della piattaforma UTM[19] che eroga  servizi fondamentali quali: Network Identification[20]; Traffic Information Service[21]; Flight Authorization[22] e Geowareness[23] e direttamente coinvolta nel consolidamento di una soluzione U-Space che rappresenti un ambiente completamente digitale e collaborativo per la gestione del traffico.

Tuttavia, emerge una sfida cruciale: la sostenibilità economica dello U-Space. Infrastrutture costose richiedono una densità operativa sufficiente ad autofinanziarsi, come emerso nel caso di San Salvo[24] dove un singolo operatore, seppur delle dimensioni di Amazon, non può sostenere da solo l’intera infrastruttura.

Applicazioni Sanitarie: La Frontiera Promettente

Il settore medicale rappresenta il traino dell’innovazione; un esempio è il progetto U-Elcome[25] dell’azienda Telespazio che ha raggiunto il Technology Readiness Level 8[26] (massimo), operando su rotte critiche come Malpensa-Varese (oltre 30 km) e la Piana del Fucino. Le applicazioni principali includono trasporto di organi, medicinali, vaccini e campioni biologici.

Progetti come il programma Philotea[27] per il trasporto di materiale bio-sanitario e il progetto SEUAM[28] di SIS118[29] per la cardioprotezione aerea[30] dimostrano la viabilità operativa. Le sandbox[31] attive a Milano, Roma, Padova e San Salvo fungono da laboratori sperimentali multistakeholder.

Mercato e Prospettive Future

Il mercato italiano è stimato intorno a mezzo miliardo di euro, con crescita prevista del 20% fino al 2030. Tuttavia, il settore affronta sfide significative: complessità regolamentare, costi di certificazione elevati, difficoltà nel reperimento di competenze e incertezze economiche per gli operatori.

Le proposte per accelerare la crescita includono semplificazione normativa, trasparenza nei costi autorizzativi, finanziamento pubblico per U-Space come infrastruttura critica, e campagne di sensibilizzazione pubblica sulla sicurezza.

Conclusioni

Le evidenze emerse dalla conferenza confermano come il nostro Paese sia tra le realtà europee più attive nell’innovazione della mobilità aerea in chiave dronica. La combinazione di una regolamentazione progressiva, infrastrutture tecnologiche avanzate e applicazioni sanitarie concrete hanno creato una base solida. Tuttavia, il settore necessita di uno sforzo coordinato tra istituzioni, regolatori e operatori privati per superare le barriere economiche e normative che ancora ne frenano il pieno sviluppo.

All. Riccardo CAPPAI

All. Laura NICITA


[1] Insieme di tecnologie e servizi che permettono nuove forme di trasporto aereo, incluse operazioni con droni e aerotaxi.

[2] Sistema composto da drone, stazione di controllo e collegamenti di comunicazione.

[3] Ente Nazionale Aviazione Civile, regolatore italiano dell’aviazione.

[4] D-flight S.p.A. è una società del Gruppo ENAV, la società italiana responsabile della gestione e controllo del traffico aereo civile in Italia. D-flight persegue lo sviluppo e l’erogazione di servizi per la gestione del traffico aereo a bassa quota di aeromobili a pilotaggio remoto (APR) e di tutte le altre tipologie di aeromobili che rientrano nella categoria unmanned aerial vehicles (UAV) e qualsiasi attività ad essi connesse..

[5] Categoria operativa per droni con rischi superiori alla “open”, richiede autorizzazione.

[6] Operazione predefinita europea che può essere dichiarata senza necessità di valutazione personalizzata.

[7] Documenti che stabiliscono come dimostrare conformità ai requisiti EASA.

[8]  Metodo standard di valutazione del rischio per le operazioni UAS.

[9] Aree con regole speciali per droni (limitazioni, autorizzazioni, ecc.).

[10] Normativa nazionale integrativa a quella europea.

[11] Soluzione europea per la gestione del traffico di droni, che crea aree di volo designate (spazio aereo) dove sono erogati servizi per garantire un accesso sicuro ed efficiente ai droni senza equipaggio. .

[12] Evento che non è un incidente, ma che avrebbe potuto causarne uno.

[13] Segnalazione di drone in vicinanza non prevista di aeromobili.

[14] Categoria di droni che non richiedono registrazione ma rappresentano comunque un rischio.

[15] Elemento rotante che genera controllo e stabilità per un elicottero.

[16] Impatto tra drone e aeromobile, analogo ai birdstrike.

[17] Impatto con volatile

[18] Fornitore del servizio di informazione comune per U-Space.

[19] Sistema di gestione del traffico aereo per droni.

[20] Identificazione remota del drone durante il volo.

[21] Informazioni in tempo reale sul traffico circostante.

[22] Sistema automatizzato di autorizzazione al volo.

[23] Informazioni sulle limitazioni dello spazio aereo per evitare violazioni.

[24] Il caso di San Salvo riguarda la sperimentazione del servizio di consegna con droni di Amazon Prime Air, che ha scelto l’Abruzzo come primo hub europeo al di fuori degli Stati Uniti. Il primo volo di prova con il drone MK30 è avvenuto il 4 dicembre 2024. Questo progetto, chiamato RAM (Regional Air Mobility), mira a fornire consegne rapide e sostenibili, soprattutto verso zone difficilmente raggiungibili, e il lancio del servizio è previsto per il 2025

[25] Progetto UAM/Medical logistics sviluppato in Italia.

[26] Livello di maturità tecnologica prossimo all’implementazione operativa.

[27] Programma dedicato al trasporto sanitario leggero con droni.

[28] Sistema di Emergenza Urbana con Aeromobili a pilotaggio remoto.

[29] La Società Italiana Sistema 118, un’associazione scientifica che rappresenta e coordina il Sistema di Emergenza Territoriale 118 in Italia.

[30] Uso di droni per trasportare defibrillatori rapidamente.

[31] Area sperimentale con deroghe e monitoraggio per test reali di nuove tecnologie.