Sicurezza e Innovazione al Centro della Nuova Economia Spaziale – Fiera di Roma, 10 – 12 dicembre 2025
Dal 10 al 12 dicembre si è tenuta, presso la Fiera di Roma, la settima edizione del New Space Economy Expoforum (NSE 2025), appuntamento di riferimento a livello europeo per lo sviluppo dell’economia dello spazio. L’evento ha rappresentato l’occasione ideale per prepararsi alla Giornata Nazionale dello Spazio[1], che si festeggia ogni anno il 16 dicembre per ricordare il lancio del primo satellite italiano, il San Marco 1. Nel solco dell’eccellenza tecnologica italiana e dei suoi successi spaziali, il Forum, promosso da Fiera Roma in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con il supporto di istituzioni quali Regione Lazio e Camera di Commercio di Roma, ha riunito le componenti fondamentali del Sistema Paese: istituzioni civili e militari, università, imprese e giovani talenti.
Non poteva mancare la partecipazione di una delegazione di giovani frequentatori dell’Accademia Aeronautica, appartenente all’Unità Addestrativa ASTRA che hanno preso parte all’evento per aumentare il proprio bagaglio di conoscenze da mettere a sistema con gli studi universitari condotti in quel di Pozzuoli, in collaborazione con l’Ateneo Federiciano.
L’edizione 2025, intitolata “Shaping the Future – The Future is Not What It Used to Be”, ha posto al centro del dibattito i fattori che stanno ridefinendo lo spazio come dominio chiave per la sicurezza, lo sviluppo globale e la sostenibilità. Il programma ha alternato momenti di approfondimento scientifico a discussioni di indirizzo politico, concentrandosi sull’innovazione tecnologica, l’evoluzione normativa e le nuove dinamiche di mercato.
Un’ampia parte del Forum è stata dedicata al rafforzamento del quadro legislativo italiano ed europeo. Le sessioni mattutine hanno analizzato in dettaglio la nuova Legge Italiana sull’Economia Spaziale (Legge n. 89/2025), esaminandone l’interazione con l’imminente EU Space Act. Questo nuovo corpus normativo stabilisce un quadro completo per la responsabilità degli operatori spaziali, definendo le responsabilità contrattuali ed extracontrattuali e rendendo obbligatoria la copertura assicurativa per i potenziali danni a terzi.
Sono stati affrontati temi legati all’integrazione di Intelligenza Artificiale e tecnologie quantistiche, asset mirati a garantire maggiore sicurezza, autonomia e capacità analitica nelle missioni.
È stato inoltre esplorato il potenziale dello Space Thematic Account. L’iniziativa, frutto di un accordo di cooperazione tra ISTAT e ASI, mira a quantificare e definire i confini dell’economia spaziale nazionale, supportando il riconoscimento del settore come motore trainante del sistema economico italiano.
In linea con la visione del Forum, un focus centrale è stato riservato al panel “THE INCREASING ROLE OF SECURITY IN THE SPACE DOMAIN”. La sessione ha evidenziato come lo spazio sia sempre più cruciale per la sicurezza nazionale e globale, configurandosi quale dominio “congestionato e conteso” e rendendo necessarie robuste misure di protezione degli assetti.
Il panel ha visto la partecipazione di figure istituzionali di altissimo livello, tra cui il Colonnello ingegnere dell’Aeronautica Militare e astronauta Walter Villadei, Capo dell’Ufficio AM a Houston. Il Colonnello Villadei, portando la propria esperienza diretta dalle missioni “Galactic 01” e “Axiom Ax-3”, ha sottolineato come l’Aeronautica Militare consideri la sicurezza spaziale un requisito fondamentale per ogni sviluppo della Space Economy. L’astronauta ha ribadito che l’Arma Azzurra vede nello spazio la naturale estensione delle proprie competenze tradizionali di volo aeronautico, citando l’impegno in progetti quali la Space Situational Awareness (SSA). In questo contesto, l’Aeronautica sta sviluppando sistemi d’avanguardia e collabora con ASI e INAF all’interno di un consorzio europeo per consolidare una capacità operativa, gestita dal centro operativo presso la base di Poggio Renatico, fondamentale per supportare le operazioni spaziali nei prossimi anni.
La discussione è stata arricchita dall’intervento del Generale di Brigata Aerea Roberto Del Vecchio, Capo Ufficio Politica Spaziale dello Stato Maggiore della Difesa, il cui contributo è stato fondamentale per esaminare le strategie, gli strumenti e i meccanismi di cooperazione volti alla protezione delle infrastrutture spaziali e dei dati.
L’evento ha dato ampio spazio al mondo accademico, con l’Università degli Studi di Napoli Federico II protagonista di un articolato contributo scientifico e formativo. L’Ateneo ha presentato seminari e progetti di ricerca interdisciplinari, spaziando dalle tecnologie per i sistemi di trasporto e satellitari alla bioingegneria spaziale, fino all’astrobotanica.
Lo spazio espositivo ha ospitato prototipi concreti di questa sinergia tra didattica e innovazione. Progetti quali vettori, lanciatori spaziali, microsatelliti e sistemi innovativi di coltivazione, sviluppati da associazioni studentesche, hanno dimostrato come la formazione accademica si traduca in applicazioni pratiche. NSE 2025 ha confermato il suo ruolo di piattaforma essenziale per il dialogo politico e lo scambio tecnologico, contribuendo attivamente alla costruzione di una Space Economy resiliente, sicura, sostenibile e innovativa in Europa e nel mondo.
ASP. Gloria Barricelli
[1] Nel contesto della Guerra Fredda e di quella che sarebbe stata chiamata Corsa allo Spazio. l’Italia partecipò alla corsa, quando il 15 dicembre 1964 partì il San Marco 1, il primo satellite italiano e uno dei primi in assoluto a livello globale. Proprio per questa ragione il 16 dicembre di ogni anno, a partire dal 2021, si festeggia la Giornata Nazionale dello Spazio.









